Dentro ogni impianto di riscaldamento scorre acqua a contatto con metalli diversi — acciaio, ghisa, rame, alluminio — e la reazione elettrochimica naturale produce nel tempo ossidi e magnetite: una melma nera che si deposita nei punti bassi dei radiatori e nelle tubazioni. È il motivo per cui i termosifoni restano freddi sotto anche dopo lo spurgo: non è aria, è fango.
Le conseguenze si pagano in bolletta: la caldaia deve lavorare più a lungo per scaldare lo stesso volume d'acqua, la pompa fatica e lo scambiatore si incrosta. Negli impianti di 15-20 anni dei condomini e delle villette di Monza e Brianza non è raro estrarre letteralmente secchi di fanghi da un appartamento: dopo il lavaggio, la differenza di calore si sente dal primo giorno.